Roma, Palazzo Falconieri - Via Giulia, 1

🎨✨ VERNISSAGE | Melancolia Universalis & Come una diga
- 📅 30 aprile - 4 giugno 2026
- 📍 Galleria Palazzo Falconieri – Accademia d’Ungheria in Roma
- vernissage: 30 aprile 2026, ore 18.00
- 🎟️ Ingresso gratuito
L’Accademia d’Ungheria in Roma presenta un unico grande evento espositivo che mette in dialogo due artisti contemporanei, due poetiche e due visioni del mondo: Botond Részegh e Giovanni Longo.
🖼️ Botond Részegh – Melancolia Universalis
Le opere di Részegh evocano figure sospese, essenziali, immerse in spazi vuoti e monocromi. Sono presenze che riflettono la condizione dell’individuo nella società contemporanea: sovraccarica di informazioni, ma sempre più segnata da solitudine, distanza e stanchezza emotiva. Il suo linguaggio — contorni scuri, posture introverse, serie tematiche e variazioni minime — esplora vulnerabilità, relazioni fragili e malinconia come stato del mondo e occasione di consapevolezza. Una pittura che non consola, ma invita a guardare, riconoscere e trasformare.
🖼️ Giovanni Longo – Come una diga
La ricerca di Longo nasce dalla materia: frammenti lignei raccolti in natura, catalogati e trasformati in organismi scultorei che oscillano tra reale e verosimile. Le sue opere — spesso installative — giocano con pieni e vuoti, anatomie suggerite e forme che trattengono e rilasciano memoria, come una diga che devia il corso dell’acqua. Il progetto include lavori di diversi periodi, tra cui l’importante Like a Dam (form archive), archivio strutturato di elementi lignei alla base del suo metodo.
Botond Részegh (1977, Csíkszereda) è un artista grafico e pittore. Si è laureato presso la Facoltà di Arti Visive dell’Università di Bucarest, specializzandosi in grafica, e tra il 2004 e il 2008 ha frequentato la Scuola di Dottorato dell’Università di Belle Arti di Budapest. Attualmente è direttore artistico della rinnovata Új Kriterion Galéria di Csíkszereda. La sua produzione è strettamente legata anche alla letteratura. Le grafiche realizzate per i testi di autori come Barabási Albert-László, Dragomán György, Kányádi Sándor e Markó Béla non svolgono una funzione illustrativa in senso tradizionale: sono opere autonome, in dialogo paritario con la parola scritta, capaci di approfondirne senso e risonanza. Oltre alle numerose mostre in Romania e in Ungheria, le sue opere sono state esposte più volte in importanti gallerie negli Stati Uniti, in Austria, Germania e Finlandia, contribuendo a consolidare una presenza internazionale sempre più significativa.
Giovanni Longo (Locri, 1985) è uno scultore, artista visivo e art director italiano. Dopo gli studi in Accademia a Reggio Calabria, ha partecipato a residenze internazionali presso M50 di Shanghai e il dipartimento culturale di Montrouge a Parigi. Il suo lavoro è stato esposto in numerosi eventi sia in Italia che all’estero, tra cui: 54ª Biennale di Venezia (Padiglione Accademie); Kunstenfestival Watou in Belgio; Wood Mood Valcucine a Londra e New York; Biennale Jeune Création Européenne in Francia, Polonia, Spagna e Danimarca. Nel 2016 il MARCA di Catanzaro gli dedica una mostra personale istituzionale, a cura di Marco Meneguzzo e della Fondazione Rocco Guglielmo, mentre nel 2022 realizza un progetto per l’Istituto Lorenzo de’ Medici di Firenze, a cura di Spela Zidar, e vince l’International Art Prize YICCA alla Fondazione Matalon di Milano. Di recente si aggiudica il premio speciale Inside Art al Talent Prize 2025, svoltosi presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea. Attualmente vive a Roma e collabora con diverse gallerie, musei, istituzioni culturali e aziende tech.