Mattia Corvino

579 anni fa, il 23 febbraio del 1443 nasceva Mattia Corvino / Mátyás Hunyadi (1443-1490), re d’Ungheria dal 1458 al 1490, figlio di Giovanni (János) Hunyadi. I

l termine corvino gli fu attribuito dal biografo italiano Antonio Bonfini, il quale affermava che la famiglia Hunyadi (sul cui stemma era ritratto un corvo) discendeva dall’ antica famiglia romana dei Corvini. Per le sue notevoli qualità di soldato, governante, legislatore, Mattia, colto e mecenate, fu una delle figure più interessanti del Rinascimento. Il paragone con Lorenzo il Magnifico diviene giustamente inevitabile. Entrambi, massimo promotori, grandi mecenati e protagonisti indiscussi, nelle rispettive città, spiccarono tra cenacoli intellettuali; uniti non solo e non tanto dalle relazioni diplomatiche, quanto dalla comune passione per la cultura, il sapere e l’arte. Mattia Corvino attirò a Buda umanisti e artisti, principalmente italiani - rendendo così la sua corte il centro più notevole dell'umanesimo d'oltralpe. Tra questi, i più importanti furono certamente Antonio Bonfini e Galeotto Marzio, che scrissero diverse opere storiche sull’Europa orientale del tempo. Celebre fu poi l’amicizia del sovrano con il poeta Janus Pannonius, allievo di Guarino da Verona a Ferrara. Filippo Lippi ebbe pure dal re parecchie commissioni; e il duca di Milano, in segno di amicizia, gli regalò un quadro di Leonardo da Vinci. Le relazioni culturali con l'Italia si fecero vivissime specialmente dopo le nozze di Mattia con Beatrice, figlia di Ferdinando d'Aragona re di Napoli.

Mattia Corvino fu il primo sovrano al di fuori dell’Italia che creò una grande biblioteca reale sul modello italiano umanistico. La Biblioteca Corviana - arricchita di pregevolissimi rari manoscritti, grazie a vari canali e stretti legami che Mattia ebbe con diverse città italiane (specialmente Napoli e Firenze) e alle commissioni affidate ai copisti e miniatori più ricercati dell’epoca - al momento della sua morte incluse ca. 2000 volumi, di lingua latina e greca. I codici della Corvina, legati in cuoio con decorazioni orientali, ornati di fermagli di rame e magnificamente miniati ed illustrati, successivamente vennero arricchiti con gli stemmi di Mattia Corvino con chiari riferimenti alle sue conquiste. La scelta dei codici, non rispecchiava il gusto medievale bensì l’età classica romana e quella greca tardoantica con preferenza per gli storici, poeti, oratori e filosofi tra cui Platone in particolare. La biblioteca comprendeva anche volumi di scienze naturali (matematica, medicina, astronomia, geografia, geometria, ingegneria) prima furono raramente studiati e moltiplicati. La maggior parte dei codici ”corviniani” nei secoli successivi si dispersero, ad ecezzione di ca. 220 copie, oggi conservate in varie biblioteche del mondo, incluse anche biblioteche italiane per un totale di n.61 copie: Firenze (33), Milano (2), Modena (15), Napoli (1), Parma (1), Roma (1), Venezia (4), Verona (3) e Volterra (1). La Biblioteca Apostolica Vaticana ne dispone ben 12 esemplari.