Omaggio a Sir Alexander Korda

Il 16 settembre del 1893 nasceva Sir Alexander Korda, pseudonimo di Sándor László Kellner (1893-1956), regista e produttore cinematografico ungherese naturalizzato britannico.

Come fondatore della London Film Productions fu tra i più influenti produttori europei degli anni Trenta e con film spettacolari e di qualità tentò di rendere competitiva rispetto all'industria hollywoodiana la produzione cinematografica inglese, valorizzandone l'originalità. Come regista si distinse nelle rivisitazioni romanzate e spesso ironiche del genere storico: il suo “The private life of Henry VIII” (1933), il maggiore successo inglese dell'epoca anche all'estero, ottenne una nomination all'Oscar come miglior film.

Fratello maggiore dei futuri produttori Zoltán e Vincent Korda, lavorò come giornalista (tra le varie testate anche la nota rivista Nyugat/Occidente) prima di interessarsi al cinema ed alla produzione.

Dopo aver lavorato come regista in Ungheria, dove realizza una ventina di film tra il 1916 e il 1919, emigra in Austria (Vienna), qui crea il Corda-Film Consortium, con il quale gira diversi film. Successivamente si sposta a Berlino, dove fonda la Korda Film, e il successo del suo “Eine Dubarry von heute” (1926), gli procura un contratto con la statunitense First National Pictures. Da sempre attratto dal cinema spettacolare, si stabilisce così a Hollywood, dove una delle sue modernizzazioni, in stile lubitschiano, del film in costume, “The private life of Helen of Troy” (1927) ottiene molto successo. Tuttavia Korda trova troppo poco colto l'ambiente hollywoodiano e, anche a causa della crisi economica, nel 1930 riparte per l'Europa. Viene inviato dalla Paramount Pictures prima in Francia poi in Inghilterra, dove fonda la London Films.

Tra i film di sua produzione:

  • The scarlet pimpernel (1935)
  • The ghost goes West (1936)

Grazie a questi successi, Korda si associa alla United Artists (che da allora fu incaricata della distribuzione dei suoi film), aprì nel 1936 gli studi di Denham e Isleworth, tra i più moderni d'Europa, scritturò prestigiosi registi e si circondò dei migliori collaboratori, tra cui l'operatore francese Charles Périnal e numerosi suoi connazionali, come i registi Paul Czinner e André De Tóth, gli sceneggiatori Lajos Bíró ed Emeric Pressburger, il musicista Miklós Rózsa, il produttore Steven Pallos (István Palló) e i suoi due fratelli, il regista Zoltán e lo scenografo Vincent. Convinto di poter uguagliare la produzione statunitense sul piano spettacolare e superarla su quello culturale, continua a produrre e talvolta a dirigere soprattutto film in costume (Catherine the great, The private life of Don Juan, Rembrandt, Knigth without armour), accanto ad altri celebrativi dell'impero coloniale britannico, avventurosi e coloratissimi, le cui regie vennero spesso affidate a Zoltán.

Successivamente si trasferisce a Hollywood, dove fonda la Alexander Korda Productions e realizza, l'opera più incisiva della sua carriera The thief of Bagdad (1940), poi Lady Hamilton (1941) cui segue la satira antinazista To be or not to be di Ernst Lubitsch. Nel 1943 Korda torna in Inghilterra e riesce a riacquistare il controllo della London Film. Nel 1946 acquista la British Lion Film Corporation, e poi anche i suoi studi di Shepperton, trasformando così nuovamente la London Film in una delle maggiori compagnie inglesi. Dato l'addio alla regia con An ideal husband (1947), tratto da O. Wilde, lieve satira sulla società inglese, si dedica interamente alla produzione: fino al 1955 finanzia quarantacinque film, sostenendo la carriera di numerosi e importanti registi inglesi, tra cui Carol Reed, Anthony Asquith, David Lean, Laurence Olivier.